"Yo soy contento de esperar que ría el alba, aunque yo llore lo que ella tardare en venir"
Don Quixote de la Mancha
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sabato 6 febbraio 2021

nostalgia

Ha compiuto dieci anni, il primo bébé arrivato nel gruppo, talmente coccolato che mio figlio da neonato l'ho chiamato più volte per sbaglio con il suo nome.
Ha compiuto dieci anni e avrebbe dovuto esserci una grande festa, una festa di quelle di prima di quando le mascherine servivano per carnevale, le pandemie erano nei film di fantascienza e tonton preparava i mojito (chissà cosa avresti pensato di questo periodo tu), tata avrebbe ballato fino al mattino, magari con un ultimo nato che dorme non lontano (chissà se ci sarà un giorno).
Era il futuro che immaginavamo, non sarebbe dovuta andare così 
ma che ne sapete voi, voi che siete arrivati dopo
Tu biondino già arrabbiato come un adolescente e tu nanetto che mi hai detto che da piccolo 🖤 pensavi che il mondo prima fosse stato in bianco e nero come nelle foto 🖤
Che ne sapete voi di come le cose non vanno come ci si aspettava
Ci sono anche le cose belle che non ci aspettavamo così belle, ma spero scoprirete il più tardi possibile tutto quello che può andare storto
Pezzi della mia giovinezza sono scomparsi troppo presto, troppo giovani e non c'è posto per la mia nostalgia vicino al dolore di chi non ha più il suo amore, il sorriso di lei, il suo amico, il suo babbo
Non c'è posto perché quel dolore di chi si chiederà tutta la vita come sarebbe se fosse andata diversamente, è un dolore che conosco e che ha bisogno di tutto lo spazio di questo mondo, troppo piccolo per contenerlo
Non c'è posto per la mia angoscia di riviverlo, perché l'angoscia prenderebbe il posto della speranza che serve a chi sta lottando,  perché la vita non può essere ancora così ingiusta, non piove sempre sul bagnato e adesso anche basta, che cazzo
Allora le lascio qui l'angoscia e la nostalgia, in questo mio angolo dimenticato

domenica 14 ottobre 2018

NY

Tanto per essere coerente con il post precedente, anche noi siamo andati a New York, in aereo e non in barca.

E non voglio scrivere delle riflessioni sull'andare non andare, senza bambini con i bambini, a chi li lasci...

E neanche delle cose che mi son piaciute (tante, alcune inaspettatamente).

Ma scrivo qui la sensazione che non voglio dimenticare: la sensazione di essere consumatrice anche del turismo.

E lo so che certi posti si potrebbero evitare, ma dopo tutte le menate sulle emissioni provocate dal viaggio e sul lasciare i nani, dopo sei ore di volo, mi sembra normale voler andare sul ponte di Brooklyn (e farsi la foto). Ma dovrei trovare normale che sul ponte non si riesca a camminare a causa della folla di turisti (che si fanno la foto)? L'unica cosa normale per me, è farsi insultare dai newyorkesi che non riescono piu a utilizzare la pista ciclabile.

NY è grande e si può passeggiare per Chelsea e Brooklyn Heights senza vedere turisti, si può  andare a Ground Zero e essere circondati da gente che lavora (e andateci che il monumento del 09.11 è impressionante). Ma se volete passeggiare sulla HighLine e vedere l'empire state building, meglio essere preparati alla folla.

Dopo questo viaggio capisco l'esasperazione di chi sta perdendo la sua città a causa dei turisti (Barcellona, Venezia, Parigi, Amsterdam, Firenze, la lista è  lunga ... Lyon tra poco?). 

È colpa di tutti noi, ma non è inevitabile. Le città possono e dovrebbero regolare. Gli airbnb sono l'esempio estremo della deriva che può prendere il capitalismo senza regole, quando gli abitanti non riescono più a trovare un affitto decente.

E ognuno di noi si può autoregolare. Ci sono dei viaggi che sognamo da tanto e a cui sarebbe difficile rinunciare, ma dobbiamo per forza riempire tutti i fine settimana? Non sarebbe meglio pagare di più (tasse sul kerosene e sugli affitti di corta durata), viaggiare meno, ma gustarsi il viaggio fino in fondo?

Droit dans le mur

Quelli che stanno provando a cambiare non vogliono salvare la natura. Il modo più semplice per salvare il pianeta terra dal cancro umano sarebbe la nostra estinzione e ci stiamo lavorando, ci avviciniamo all'obbiettivo, sempre più veloci dritti contro il muro. Non c'è niente da cambiare.
La natura sopravviverà a qualche grado in più, almeno fino alla prossima evoluzione di una specie intelligente (è che così che ci autodefiniamo!)

Quelli che non sono pronti a rinunciare ai loro fine settimana con una piccola gita in aereo, che non sono pronti a pensare da dove viene quello che mangiano, che non sono pronti a rinunciare a una piscina che useranno une mese all'anno, che non sono pronti a lasciare la macchina ché d'inverno fa freddo... ma perché i miei figli devono vivere sullo stesso pianeta dei loro?

Preferisco quelli che non ci credono o che sperano nella rivoluzione tecnologica, almeno sono coerenti.

venerdì 6 aprile 2018

Eternità

Sai, ci sono persone che credono che i morti vanno in cielo, altre che non vanno da nessuna parte, altre ancora che pensano che si possa tornare in vita sotto un'altra forma.
Si va bene, ma tu non puoi guardare su internet?
La risposta " non lo so, dopo guardiamo su internet" sarà usata con più moderazione d'ora in poi.

lunedì 2 aprile 2018

Primavera

Canti "c'est ma maison", hai preso una piccola scopa, aiuti gli adulti a spazzare i pavimenti, i volontari a mettere a posto i pacchi offerti per la colazione. È la tua casa stamattina, ma la palestra deve essere a posto per le attività della giornata, i materassi su cui avete dormito, impilati in un angolo, che la gente per bene non trovi niente da ridire. Oggi è la tua casa, domani sarai già in un'altra palestra, aperta in urgenza perché il termometro è sotto zero. Ma non so se hai cantato, troppa gente, troppo lontano da scuola. E poi, un albergo, ancora l'urgenza, ma almeno sei con la tua mamma e il tuo papà, le tue sorelle e non ti buttano fuori la mattina. Forse sei tornata a cantare, ma l'inverno sta per finire e l'urgenza pure, a primavera puoi tornare a dormire per strada dove hai già passato tanti giorni, prima di cominciare a cantare.

venerdì 30 marzo 2018

Buona Pasqua

Gesù è morto, però un giorno torna, e quando torna? e gli altri morti però non tornano... è strana questa storia.
♥ 6 anni

martedì 8 novembre 2016

Perché non dono i miei ovuli

Solo dopo aver avuto dei figli e aver firmato di essere a conoscenza della procedura, dei rischi e della garanzia di anonimato, si può fare dono dei propri ovuli.
Siccome io non lo so cosa avrei fatto se non avessi potuto avere figli (perché è facile parlare prima di viverle le cose), quando ho sento dire che donare gli ovuli è come donare il sangue o il midollo o gli organi, mi son chiesta perché mai allora io non li dovrei donare. (Qui in Francia, c’era la pubblicità per donare al laboratorio analisi).
Ma è che in verità, non mi sembra proprio la stessa cosa e non potrei vivere non sapendo dove siano finiti, i miei ovuli e soprattutto i miei geni.
In molti paesi, in Europa del nord (sempre loro, naturalmente) hanno cominciato a riconoscere il diritto alle origini di tutti i bambini, che siano adottati o nati da un dono. Sembra che in un primo momento i donatori siano diminuiti (specialmente i donatori di seme, che sono in numero maggiore), ma in seguito la popolazione di donatori ha ricominciato a crescere e si è stabilizzata. La spiegazione sarebbe che la popolazione è cambiata.
E infatti anche io potrei cambiare idea se sapessi che il diritto alle origini fosse garantito. Mi sembra una bella cosa che il bambino nato da un dono, possa conoscere o avere il nome e la foto del donatore/donatrice. Ma mica per fargli da seconda madre, che i bambini sono di chi li cresce, ma per principio, ecco, per il diritto di sapere.
Perché se un giorno un bambino, nato da un dono, che sta diventando adulto si chiedesse da dove viene quel naso enorme che si ritrova, allora che tutti nella sua famiglia hanno un grazioso nasino alla francese, bè vorrei che potesse telefonare o mandare un email e chiedere spiegazioni. E io potrei giustificarmi, spiegarli che la foto che gli hanno dato non è stata ritoccata con photoshop, ma che nella foto non si vede il naso di zio Mario e neanche quello di nonno Beppe. E che niente quando c’hai due nasi così nel ramo paterno e nel ramo materno, puoi solo incrociare le dita.

giovedì 27 ottobre 2016

solo dopo

Apri un blog per far vedere le foto dei tuoi viaggi a qualche amico, perché vivi in Francia e non puoi invitarli nel salone a vedere le diapositive, che poi non si fa neanche più
solo dopo arriva fb, almeno per noi provinciali e solo dopo arriva whatsapp e niente il blog non serve più
Maybe

martedì 12 ottobre 2010

Leggendo

But I don't want comfort. I want God, I want poetry, I want real danger, I want freedom, I want goodness. I want sin. ... I'm claiming the right to be unhappy.

BraveNewWorld_FirstEdition


domenica 22 febbraio 2009

Quando ci vuole un dittatore, ci vuole!

Sono troppo sconvolta per non rispondere al post di chevitafe' "O tempora o mores"!
In questi tempi drammatici con un’invasione di rumeni alle porte, c’è ancora chi chiede più democrazia!!! Ma vedo con piacere che è un italiano residente all’estero che non capisce il dramma del momento!! Qui ci vuole fermezza, se sono necessari gli eserciti imperiali allora ben vengano!! Anzi mi sembra che il decreto legge sull’emergenza stupri sia un po’ debole, dove sono finiti i paladini della cristianità?? Manca un articolo fondamentale sulla pillola del giorno dopo. Io propongo che sia data libertà di coscienza alle vittime di stupratori stranieri, ma se per caso l’assalitore fosse padano, bisognerà pure salvaguardare la razza ariana!!
Nel frattempo consiglierei alle belle donne di trovarsi un miliardario da sposare e rifugiarsi sulle coste della Sardegna. Non preoccupatevi, i permessi di costruire adesso non sono più bloccati dalle leggi sul territorio di Soru, una villetta sul mare è un diritto inalienabile che è stato ristabilito!
Per quanto riguarda le vittime di violenze sessuali della parte di familiari, amici e ex, per ora i fondi non ci sono, ma tanto la violenza è molto meno traumatizzante in questi casi. Il ministro Carfagna fa il possibile per la lotta contro la pedofilia, ma che volete farci mica possiamo permettere agli investigatori di controllare le telefonate di tutti i bravi, onesti e insospettabili cittadini italiani, solo per salvare un bambino in europa dell’est o nel sud-est asiatico o in un campo rom... la privacy è la privacy!

domenica 19 ottobre 2008

In morte del mercato finanziario

La borsa crolla, poi ogni tanto si riprende un pochino, poi ricrolla e allora è il panico! la crisi potrebbe arrivare sull'economia reale! economia reale?!?!? E' già perché tutti questi titoli, azioni, banche che perdono o vincono miliardi in un mese, in un giorno o in un'ora, non sono mica reali, sono solo un gioco. C'è un tipo che gioca in borsa, compra e vende azioni che non valgono nulla, che sono coperte dai soldi di creditori che non potranno mai ripagare il loro debito... ma lui compra e vende, è pagato per questo... deve accumulare soldi, tanti, più che può, nel minor tempo possibile... e di solito funziona basta vendere al momento giusto e si vincono miliardi, è come fare jackpot, ha funzionato per anni. Per esempio qualche tempo fa bastava puntare sui cereali, lo sapevano tutti che le materie prime pagavano bene. E' il nostro tipo che compra e vende ha fatto ottimi affari in quel periodo, in quel periodo in cui il prezzo del petrolio saliva e saliva, in quel periodo quando in decine di paesi la gente è scesa per strada a protestare perché aveva fame... era facile. Facile come un gioco, un gioco? bé allora se vinci, vinci miliardi di carta come al monopoli? Eh no i miliardi li vinci belli veri! Ma allora che gioco è? Perché non si chiama economia reale se migliaia di persone si arricchiscono? Perché non si chiama economia reale se i prezzi che gli speculatori possono fare aumentare vertiginosamente sono prezzi veri? Se la gente che non riesce più a comprare il pane mangia terra, terra! terra vera!? Forse non la chiamano economia reale perché se sei il direttore generale te ne vai con un bel premio, 10, 20 o 30 miliardi, in ogni caso, sia che la tua azienda quotata in borsa vada bene, sia che fallisca un mese dopo la tua partenza. E' spirito sportivo questo! L'importante è partecipare, non ti preoccupare i miliardi (veri) a casa te li porti comunque anche se hai perso. O forse non la chiamano economia reale perché quando il loro castello di carta fondato sul niente crolla all'improvviso, quando il nostro tipo che compra e vende comincia a perdere, ecco che arrivano i grandi statisti dei nostri tempi, ecco che tutti i governi, anche i più liberali, arrivano in soccorso dei poveri finanzieri. Una pioggia di miliardi, Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Cina... una gara a chi aiuta di più il sistema finanziario, perché bisogna salvare monopoli! Non vorremo mica che la crisi arrivi sull'economia reale?!?!?!?! Ma scusate, ma non si possono salvare da soli? Perché non pretendono aiuto dai loro direttori generali, dai loro azionisti che hanno guadagnato bene per ogni impresa delocalizzata, per ogni operaio licenziato?!?!?! Ma chi vuole salvare questo sistema? Perché? Perché salvare un sistema in cui una persona che gioca davanti al suo computer in occidente può affamare milioni di persone? Ma non è che forse il sistema è completamente da buttare?!?!?! Eppure non c'è nessuno, nessuno che abbia il coraggio di dirlo forte è chiaro che non si può giocare con la vita della gente.

C'è chi dice che bisogna fissare delle regole, bé come minimo! Qui si giocava pure senza regole! E c'è anche chi ha già cominciato: qualche parlamento in Europa (Francia e Olanda per esempio) stanno studiando o hanno approvato leggi contro i superpremi dei direttori generali. E poi, e poi c'è chi se ne approfitta come l'Italia. Eh si, facciamoci riconoscere, come sempre!! Approfittiamo dell'occasione per non rispettare il protocollo di Kyoto! Che bella occasione per continuare come sempre, per non guardare al futuro. Approfittiamone anche per salvare qualche amico, per far passare un decreto piccolo piccolo per salvare qualche direttore generale a cui vorrebbero dar la colpa della bancarotta!! Bé forse è un po' sfacciata come risposta alla crisi finanziaria, anche per Berlusconi, forse queste non gliele fanno passare. Ma intanto la crisi economica è una bella scusa per togliere un po' di soldi qua e là, dove non servono, alla scuola per esempio, all'università... tanto per confermare la politica del prendiamo tutto quello che possiamo adesso, perché il domani è lontano, perché non ci saremo più noi al governo quando l'università italiana sarà morta, quando l'industria italiana sarà morta perché sarà rimasta dipendente da risorse che non ci sono più, stanno finendo o ci stanno uccidendo.

mercoledì 16 aprile 2008

Bologna capitale

Prima di leggere queste righe, vi invito a un minuto di silenzio in memoria della vittima illustre del 14 aprile... non sto parlando di Bertinotti... si chiamava Garibaldi e non puo' neanche dimettersi...
Siamo rimasti solo noi... poveri coglioni(1) a voler restare italiani!! Ma chi ci obbliga?!?!? Chi vuole restare in un paese dove la maggioranza è bigotta, misogina, omofobica e razzista?!?!?! Chi vuole restare in un paese di cui ci si vergogna?? Io mi sono stufata di arrampicarmi sugli specchi quando i miei colleghi mi chiedono perché è stato rieletto!!
Ma chi vuole restare con il nord dove la lega ha affisso questo manifesto elettorale:
ed ha avuto un successo storico!! E chi vuole restare con il sud? chi vuole quei siciliani, più di 60 su 100, che hanno votato per un partito che ha evitato accuratamente di pronunciarsi contro la mafia durante tutta la campagna elettorale?!
Basta! Viva la secessione! Viva la Repubblica d'Italia Libera!
La Repubblica d'Italia Libera si arrende pacificamente al volere dei fucili del nord e dei cannoli siciliani e si dichiara indipendente:
Capitale: Bologna
Lingua: Italiano antico
Inno: Oh bella ciao!
Eroi nazionali: Borsellino e Falcone
Una repubblica fondata sul lavoro non precario e sui valori storici della resistenza(2)!!
Una repubblica aperta agli immigrati... accogliamo a braccia aperte tutti i siciliani e napoletani che non ne possono più di far finta che la mafia e la camorra non esistono!!!
Una repubblica pacifica e laica... cediamo volentieri Roma con annesso il Vaticano al Regno delle Due Sicilie in cambio della Sardegna di Soru!
Una repubblica dove la parola sinistra(3) possa ancora essere pronunciata!!


(1) coglione: voce del vocabolario Dell'Utri PADANO-ITALIANO ANTICO = elettore di sinistra(3)
(2) resistenza: voce del vocabolario Dell'Utri ITALIANO ANTICO-PADANO = forma di revisionismo storico che esaltava come patrioti un gruppo di terroristi che impedì la nascita della Padania sulle orme della repubblica di Salò
(3) sinistra: voce del vocabolario Dell'Utri ITALIANO ANTICO-PADANO = corrente politica di comunisti mangiatori di bambini, NdA estintasi il 14 aprile dell'anno 1 d.B.