E finalmente la magnifica Hanoi... un po' caotica ma affascinante.
giovedì 25 marzo 2010
Hue
Il viaggio verso Hue, la città imperiale, è già una scoperta. Abbiamo scelto di farlo in treno per goderci il panorama e ne vale la pena. Peccato che fare foto era quasi impossibile.
Il giorno dopo ci alziamo prestissimo per andare a visitare la città imperiale... pessima idea, passiamo un'ora sotto la pioggia a cercare un bancomat per ritirare dei soldi! Quando finalmente riusciamo a entrare piove ancora e smetterà solo nel pomeriggio. Ma la visita ci consola, il posto è veramente incredibile, sembra un paradiso abbandonato.
Ci godiamo la giornata, anche se alla fine restiamo con l'amaro in bocca perché siamo così ingenui da ascoltare per ore una signora che in realtà vuole solo soldi... ma proprio non ce lo aspettavamo perché il popolo vietnamita è un popolo onesto e rispettoso.
mercoledì 19 agosto 2009
My Son
Hoi An
In realtà il nostro viaggio verso Hoi An è cominciato il 5, ma in Vietnam ogni tappa è un'avventura. Questa volta però tutto va per il meglio, sull'autobus de Quy Nhon a Danang, due simpatici ragazzi vietnamiti ci avvertono che arriveremo troppo tardi per ripartire subito per Hoi An e che dovremo fermarci a dormire. Sono talmente gentili che ci consigliano dove scendere: prendiamo un taxi insieme fino all'hotel e passiamo la serata insieme. A parte la pioggia e un sacco di ristoranti chiusi, la serata è proprio piacevole! Peccato che dovremo salutarli subito questi due nuovi amici!
La mattina dopo arriviamo a Hoi An e ci ritroviamo nella folla dei turisti! Per la prima volta, facciamo un po' fatica a trovare una stanza, ci accontentiamo di una senza finestre perché abbiamo troppa voglia di andare a fare un giro... Hoi An merita veramente tutti i turisti che la visitano!!
Noi non esistiamo ad allontanarci un po' dal centro e scopriamo una delle più belle pagode che abbiamo visto finora e un ristorante eccellente che costa meno di niente.
Quy Nhon
... dopo un viaggio a dir poco burrascoso, un brusco risveglio ci aspetta!! Il nostro autobus arriva a destinazione nel bel mezzo della notte. Noi che pensavamo che saremmo arrivati a Quy Nhon solamente in mattinata!! Ed eccoci scaraventati con i nostri zaini in mezzo alla strada e sotto la pioggia!!!!!
Naturalmente siamo subito circiondati da "taxisti", dei ragazzi in scooter che conoscono solo due o tre parole in inglese, e ci chiedono almeno 50 volte al minuto "motorbike?".
Dopo esserci resi conto che raggiungere il villaggio a piedi sarebbe un po' troppo lungo, soprattutto di notte e sotto la pioggia, scegliamo un hotel sulla guida e facciamo vedere il nome ai nostri taxisti in scooter. Qualche minuto per negoziare e poi si parte! ma arrivati all'hotel, troviamo tutto chiuso come era prevedibile! Per fortuna i nostri autisti si preoccupano di non lasciarci sotto la pioggia e decidono di chiamare l'hotel e svegliare il proprietario per noi... avranno meritato una bella mancia e ne sembrano decisamente contenti!
Dopo il meritato riposo, abbiamo due giorni per scoprire questo incantevole villaggio di pescatori. Le foto parlano da sole: spiaggia, barche colorate, bici, un sito archeologico...
martedì 28 aprile 2009
Dalat
Dopo un'ultima serata nel caos di Saigon, la nostra rotta ci porta a nord e in montagna. Otto ore di bus e siamo già arrivati!
Il paesaggio ci incanta e la visita della casa pazza di Hang Nga ancora di più: è veramente incredibile di trovare l'influenza di Gaudí così lontano dall'Europa. La casa è un labirinto coloratissimo e pieno di sorprese: giraffe, zampe di elefante, raganatele...
Visitiamo anche la stazione di Dalat che è stata costruita copiando una stazione di treni in Normandia!
martedì 10 marzo 2009
Delta del mekong
Si viaggia verso sud. Decidiamo di passare solo due giorni nel delta, quindi siamo quasi obbligati a passare per un'agenzia. Ce ne sono circa diecimila, bisogna fare attenzione a quello che ti vendono, ma in generale non costano niente.
Primo giorno: mercato di Cai Be e un giro in un'isola del delta. Il mercato è purtroppo quasi deserto al nostro arrivo, ma il giro in barca è piacevole, il pranzo eccellente e abbiamo anche delle bici a disposizione per fare il giro dell'isola. Poi il viaggio continua , naturalmente in barca, non c'è altro mezzo di transporto da queste parti! Il paesaggio è meraviglioso, anche sotto la pioggia, ma il viaggio è lungo. Finalmente verso sera arriviamo a Cần Thơ' e ci prepariamo a festeggiare Capodanno! Qui non lo festeggia nessuno, ma tutti ci augurano Happy New Year!! Un ristorante per occidentali prova anche a prepararci un cenone... avremmo preferito un cena più tradizionale, ma appreziamo lo sforzo. Vorremmo evitare di fare gli asociali e integrarci nel gruppo di turisti, ma è veramente troppo difficile per noi, non riusciamo neanche ad arrivare a mezzanotte!
Secondo giorno, sveglia alle 6 del mattino: voi in Europa stavate brindando al nuovo anno!! mentre noi ci prepariamo per la visita del mercato galleggiante di Cần Thơ'. Uno dei più grandi.
Per i turisti naturalmente le regole sono diverse. Possiamo comprare un ananas, probabilmente al prezzo corrente di 1o kg di ananas, ma non dobbiamo disturbare il commercio. E per fortuna! Bisogna evitare che nei mercati i prezzi si allineano alle tasche dei turisti, altrimenti i vietnamiti più poveri non potrebbero più comprare nulla, devono già subire un'inflazione enorme ogni anno.
Dopo la visita al mercato cittadino e una bella scorpacciata di banane fritte, si riparte verso Saigon.
Consigli ai futuri viaggiatori:
domenica 22 febbraio 2009
Saigon
Eccoci in Asia! Il nostro viaggio in Vietnam è cominciato a Ho Chi Minh City, ovvero a Saigon come la chiamano tutti, anche i funzionari del partito comunista. L'impatto è forte, ma non sgradevole, anzi! Basta solo saper attraversare la strada senza fare troppo caso ai duemila scooter che non si fermano, ma ti schivano!
Quando ci vuole un dittatore, ci vuole!
In questi tempi drammatici con un’invasione di rumeni alle porte, c’è ancora chi chiede più democrazia!!! Ma vedo con piacere che è un italiano residente all’estero che non capisce il dramma del momento!! Qui ci vuole fermezza, se sono necessari gli eserciti imperiali allora ben vengano!! Anzi mi sembra che il decreto legge sull’emergenza stupri sia un po’ debole, dove sono finiti i paladini della cristianità?? Manca un articolo fondamentale sulla pillola del giorno dopo. Io propongo che sia data libertà di coscienza alle vittime di stupratori stranieri, ma se per caso l’assalitore fosse padano, bisognerà pure salvaguardare la razza ariana!!
Per quanto riguarda le vittime di violenze sessuali della parte di familiari, amici e ex, per ora i fondi non ci sono, ma tanto la violenza è molto meno traumatizzante in questi casi. Il ministro Carfagna fa il possibile per la lotta contro la pedofilia, ma che volete farci mica possiamo permettere agli investigatori di controllare le telefonate di tutti i bravi, onesti e insospettabili cittadini italiani, solo per salvare un bambino in europa dell’est o nel sud-est asiatico o in un campo rom... la privacy è la privacy!
domenica 19 ottobre 2008
In morte del mercato finanziario
La borsa crolla, poi ogni tanto si riprende un pochino, poi ricrolla e allora è il panico! la crisi potrebbe arrivare sull'economia reale! economia reale?!?!? E' già perché tutti questi titoli, azioni, banche che perdono o vincono miliardi in un mese, in un giorno o in un'ora, non sono mica reali, sono solo un gioco. C'è un tipo che gioca in borsa, compra e vende azioni che non valgono nulla, che sono coperte dai soldi di creditori che non potranno mai ripagare il loro debito... ma lui compra e vende, è pagato per questo... deve accumulare soldi, tanti, più che può, nel minor tempo possibile... e di solito funziona basta vendere al momento giusto e si vincono miliardi, è come fare jackpot, ha funzionato per anni. Per esempio qualche tempo fa bastava puntare sui cereali, lo sapevano tutti che le materie prime pagavano bene. E' il nostro tipo che compra e vende ha fatto ottimi affari in quel periodo, in quel periodo in cui il prezzo del petrolio saliva e saliva, in quel periodo quando in decine di paesi la gente è scesa per strada a protestare perché aveva fame... era facile. Facile come un gioco, un gioco? bé allora se vinci, vinci miliardi di carta come al monopoli? Eh no i miliardi li vinci belli veri! Ma allora che gioco è? Perché non si chiama economia reale se migliaia di persone si arricchiscono? Perché non si chiama economia reale se i prezzi che gli speculatori possono fare aumentare vertiginosamente sono prezzi veri? Se la gente che non riesce più a comprare il pane mangia terra, terra! terra vera!? Forse non la chiamano economia reale perché se sei il direttore generale te ne vai con un bel premio, 10, 20 o 30 miliardi, in ogni caso, sia che la tua azienda quotata in borsa vada bene, sia che fallisca un mese dopo la tua partenza. E' spirito sportivo questo! L'importante è partecipare, non ti preoccupare i miliardi (veri) a casa te li porti comunque anche se hai perso. O forse non la chiamano economia reale perché quando il loro castello di carta fondato sul niente crolla all'improvviso, quando il nostro tipo che compra e vende comincia a perdere, ecco che arrivano i grandi statisti dei nostri tempi, ecco che tutti i governi, anche i più liberali, arrivano in soccorso dei poveri finanzieri. Una pioggia di miliardi, Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Cina... una gara a chi aiuta di più il sistema finanziario, perché bisogna salvare monopoli! Non vorremo mica che la crisi arrivi sull'economia reale?!?!?!?! Ma scusate, ma non si possono salvare da soli? Perché non pretendono aiuto dai loro direttori generali, dai loro azionisti che hanno guadagnato bene per ogni impresa delocalizzata, per ogni operaio licenziato?!?!?! Ma chi vuole salvare questo sistema? Perché? Perché salvare un sistema in cui una persona che gioca davanti al suo computer in occidente può affamare milioni di persone? Ma non è che forse il sistema è completamente da buttare?!?!?! Eppure non c'è nessuno, nessuno che abbia il coraggio di dirlo forte è chiaro che non si può giocare con la vita della gente.
C'è chi dice che bisogna fissare delle regole, bé come minimo! Qui si giocava pure senza regole! E c'è anche chi ha già cominciato: qualche parlamento in Europa (Francia e Olanda per esempio) stanno studiando o hanno approvato leggi contro i superpremi dei direttori generali. E poi, e poi c'è chi se ne approfitta come l'Italia. Eh si, facciamoci riconoscere, come sempre!! Approfittiamo dell'occasione per non rispettare il protocollo di Kyoto! Che bella occasione per continuare come sempre, per non guardare al futuro. Approfittiamone anche per salvare qualche amico, per far passare un decreto piccolo piccolo per salvare qualche direttore generale a cui vorrebbero dar la colpa della bancarotta!! Bé forse è un po' sfacciata come risposta alla crisi finanziaria, anche per Berlusconi, forse queste non gliele fanno passare. Ma intanto la crisi economica è una bella scusa per togliere un po' di soldi qua e là, dove non servono, alla scuola per esempio, all'università... tanto per confermare la politica del prendiamo tutto quello che possiamo adesso, perché il domani è lontano, perché non ci saremo più noi al governo quando l'università italiana sarà morta, quando l'industria italiana sarà morta perché sarà rimasta dipendente da risorse che non ci sono più, stanno finendo o ci stanno uccidendo.