"Yo soy contento de esperar que ría el alba, aunque yo llore lo que ella tardare en venir"
Don Quixote de la Mancha

martedì 22 gennaio 2019

Pulmino

Quanto mi sarebbe piaciuto andare alla scuola elementare con il pulmino.
Era verde e suonava il clacson tutte le mattine, tranne la domenica, che noi di sabato si andava a scuola.
E ogni bambino con la sua cartella saliva e andava a scuola senza mamma o papà, un'avventura.
Ma no, noi no, mai. Con la pioggia o il sole, babbo prendeva la macchina e ci accompagnava, che la mamma partiva prima. E caricava anche le figlie della vicina. E qualche volta la vicina ricambiava e si andava in 5 o anche in sei nella fiat 126, senza cinture naturalmente.
E niente, poi il tempo passa, il pulmino probabilmente non passa più, noi abbiamo traslocato e la vicina ha denunciato il vicino alcolizzato che ha sparato con il fucile durante il compleanno della figlia... è così che quando ci si scambiano le notizie e i pettegolezzi, quando tua mamma per descrivere il vicino ti dice, ma si dai quello che guidava il pulmino, che tu capisci, dopo, solo dopo e molto dopo, che i tuoi non snobbavano il pulmino...

venerdì 11 gennaio 2019

Esistenzialismo

La vita è strana, la prima persona nel mondo non aveva la mamma perché era la prima persona...
❤ 5 anni

domenica 14 ottobre 2018

NY

Tanto per essere coerente con il post precedente, anche noi siamo andati a New York, in aereo e non in barca.

E non voglio scrivere delle riflessioni sull'andare non andare, senza bambini con i bambini, a chi li lasci...

E neanche delle cose che mi son piaciute (tante, alcune inaspettatamente).

Ma scrivo qui la sensazione che non voglio dimenticare: la sensazione di essere consumatrice anche del turismo.

E lo so che certi posti si potrebbero evitare, ma dopo tutte le menate sulle emissioni provocate dal viaggio e sul lasciare i nani, dopo sei ore di volo, mi sembra normale voler andare sul ponte di Brooklyn (e farsi la foto). Ma dovrei trovare normale che sul ponte non si riesca a camminare a causa della folla di turisti (che si fanno la foto)? L'unica cosa normale per me, è farsi insultare dai newyorkesi che non riescono piu a utilizzare la pista ciclabile.

NY è grande e si può passeggiare per Chelsea e Brooklyn Heights senza vedere turisti, si può  andare a Ground Zero e essere circondati da gente che lavora (e andateci che il monumento del 09.11 è impressionante). Ma se volete passeggiare sulla HighLine e vedere l'empire state building, meglio essere preparati alla folla.

Dopo questo viaggio capisco l'esasperazione di chi sta perdendo la sua città a causa dei turisti (Barcellona, Venezia, Parigi, Amsterdam, Firenze, la lista è  lunga ... Lyon tra poco?). 

È colpa di tutti noi, ma non è inevitabile. Le città possono e dovrebbero regolare. Gli airbnb sono l'esempio estremo della deriva che può prendere il capitalismo senza regole, quando gli abitanti non riescono più a trovare un affitto decente.

E ognuno di noi si può autoregolare. Ci sono dei viaggi che sognamo da tanto e a cui sarebbe difficile rinunciare, ma dobbiamo per forza riempire tutti i fine settimana? Non sarebbe meglio pagare di più (tasse sul kerosene e sugli affitti di corta durata), viaggiare meno, ma gustarsi il viaggio fino in fondo?

Droit dans le mur

Quelli che stanno provando a cambiare non vogliono salvare la natura. Il modo più semplice per salvare il pianeta terra dal cancro umano sarebbe la nostra estinzione e ci stiamo lavorando, ci avviciniamo all'obbiettivo, sempre più veloci dritti contro il muro. Non c'è niente da cambiare.
La natura sopravviverà a qualche grado in più, almeno fino alla prossima evoluzione di una specie intelligente (è che così che ci autodefiniamo!)

Quelli che non sono pronti a rinunciare ai loro fine settimana con una piccola gita in aereo, che non sono pronti a pensare da dove viene quello che mangiano, che non sono pronti a rinunciare a una piscina che useranno une mese all'anno, che non sono pronti a lasciare la macchina ché d'inverno fa freddo... ma perché i miei figli devono vivere sullo stesso pianeta dei loro?

Preferisco quelli che non ci credono o che sperano nella rivoluzione tecnologica, almeno sono coerenti.

domenica 22 aprile 2018

cacche e conoscenze

Oggi ho visto la schiena di un neonato coperta di cacca.
Che vuoi che sia direte voi.
Lo direi anch'io, se avessi ancora dei neonati in casa, troppe volte è successo.
Ma oggi l'ho vista in foto e non so neanche di chi sia figlio.
Che vuoi che sia direte voi, ormai la gente posta la qualunque.
Sarà che io ho evitato con cura i gruppi di mamme e che avrò delle conoscenze pudiche, ma era la prima volta che capitavo su una foto così.
Ma caro conoscente io non voglio sapere perché posti questa foto, ma come hai fatto a farla?
Statisticamente, queste cose succedono o quando stai per uscire o quando sei sotto la doccia o quando stai cucinando. Ci sono probabilità elevate che, nel primo caso, tu sia in notevole ritardo, nel secondo erano tre giorni che non ti lavavi e nel terzo non ci sia assolutamente nulla di commestibile in casa.
Naturalmente appena ti sei accorto del disastro, il telefono ha cominiciato a squillare e si trova in fondo alla borsa che avevi preparato per uscire o sotto il mobile del bagno (o il tavolo) perché ti è sgusciato dalle mani sporco di sapone (o di sugo), quando hai tentato di rispondere con una mano sola, che l'altra tiene il pupo pieno fino al collo di cacca, che urla talemente forte che non hai neache finito di sciacquarti il sapone.
E se hai tentato di rispondere è perché al telefono è l'idraulico che ti richiama dopo due settimane di tentativi inutili di contattarlo e tu sai già che non ti richiamerà mai più.

venerdì 20 aprile 2018

Cervelli in fuga

Solo dopo che il tuo cuore ha messo radici, capisci perché li chiamino cervelli in fuga. Il cervello è facile farlo viaggiare, farlo lavorare, traslocarlo, accetta di fare nuove amicizie, di veder partire quelli con cui hai condiviso tutto, anche se per poco tempo, manda giù compromessi e nostalgie.
Il cuore no.
Ho lasciato pezzi di cuore in tanti paesi.
Gli occhi son diventati lucidi tante volte.
E ho un peso di piombo sullo stomaco quando non posso essere al momento giusto dove vorrei.
Il cervello ha fatto la scelta.
Poi il cuore ha messo radici e adesso sa dov'è la sua casa.

lunedì 16 aprile 2018

Sala d'attesa

I bambini non fanno conversazione.

Raccontano (non tutto).

Rispondono (male quando non hanno voglia).

Urlano.

Cantano.

Scherzano.

Si lamentano.

Inventano.

O si annoiano.

Quando abbiamo imparato a riempire la noia di “che tempo” e “a casa tutti bene”?

venerdì 13 aprile 2018

Generazioni

La mia collega non ha neanche 10 anni meno di me. Ha detto "sai perché i miei non avevano il cellulare quando ero piccola". Non gliel'ho detto che noi si telefonava ai nonni una volta a settimana. Dal fisso. Dei vicini di sotto.

mercoledì 11 aprile 2018

Shock di culture

Forse non ho seguito bene tutta la storia, ma per quello che ho capito io, negli Stati Uniti hanno convocato il pdg di un media che ha influenzato le elezioni politiche americane perché la gente non ha verificato le notizie che circolavano sul detto media. Neanche l’avesse usato per farsi eleggere presidente (del consiglio).



Si lo so che c’è stato un furto di dati personali in mezzo, ma sono i dati personali che mettiamo su fb, diciamo che mi sembrava di averglieli già regalati.

lunedì 9 aprile 2018

Pareti verdi

Casa mia era bellissima. Non era dei miei, erano in affitto, ma all’epoca non cambiava niente per me (a parte il fatto che una volta ogni due mesi c’era questo viaggio che mi sembrava infinito, per andare a pagare il padrone di casa che viveva in campagna e poi ci regalava la gallina morta che mia nonna finiva di spellare in cucina con il gas prima di metterla nel forno): era casa mia ed era bellissima. C’era il salone, dove babbo stava seduto al tavolo di vetro a studiare, con i muri verdi e il divano vecchissimo che faceva divano letto. La tele era in cucina e per guardarla si stava seduti a tavola o sulle sdraio, erano due o tre, quelle da mare. E il cucinino con il camino, che non era mai acceso e ogni tanto ci cadeva giù un nido con un uccellino (che poi tentavamo di nutrire fino a quando non imparava a volare). C’erano le mattonnelle a fiori, diverse in ogni stanza, ce n’era una scheggiata, in corridoio mi pare, il corridoio larghissimo e lunghissimo (i re magi ci mettevano dalla vigilia all’epifania per attraversarlo) e la tenda in fondo per il rispostiglio. C’era la botola per andare in soffita con la scala a pioli che faceva paura, tranne quando l’hanno usata i pompieri per salire sul tetto e spegnere l’incendio del camino dei vicini di sotto, e io non avevo paura, ero a casa mia.