"Yo soy contento de esperar que ría el alba, aunque yo llore lo que ella tardare en venir"
Don Quixote de la Mancha

domenica 14 ottobre 2018

NY

Tanto per essere coerente con il post precedente, anche noi siamo andati a New York, in aereo e non in barca.

E non voglio scrivere delle riflessioni sull'andare non andare, senza bambini con i bambini, a chi li lasci...

E neanche delle cose che mi son piaciute (tante, alcune inaspettatamente).

Ma scrivo qui la sensazione che non voglio dimenticare: la sensazione di essere consumatrice anche del turismo.

E lo so che certi posti si potrebbero evitare, ma dopo tutte le menate sulle emissioni provocate dal viaggio e sul lasciare i nani, dopo sei ore di volo, mi sembra normale voler andare sul ponte di Brooklyn (e farsi la foto). Ma dovrei trovare normale che sul ponte non si riesca a camminare a causa della folla di turisti (che si fanno la foto)? L'unica cosa normale per me, è farsi insultare dai newyorkesi che non riescono piu a utilizzare la pista ciclabile.

NY è grande e si può passeggiare per Chelsea e Brooklyn Heights senza vedere turisti, si può  andare a Ground Zero e essere circondati da gente che lavora (e andateci che il monumento del 09.11 è impressionante). Ma se volete passeggiare sulla HighLine e vedere l'empire state building, meglio essere preparati alla folla.

Dopo questo viaggio capisco l'esasperazione di chi sta perdendo la sua città a causa dei turisti (Barcellona, Venezia, Parigi, Amsterdam, Firenze, la lista è  lunga ... Lyon tra poco?). 

È colpa di tutti noi, ma non è inevitabile. Le città possono e dovrebbero regolare. Gli airbnb sono l'esempio estremo della deriva che può prendere il capitalismo senza regole, quando gli abitanti non riescono più a trovare un affitto decente.

E ognuno di noi si può autoregolare. Ci sono dei viaggi che sognamo da tanto e a cui sarebbe difficile rinunciare, ma dobbiamo per forza riempire tutti i fine settimana? Non sarebbe meglio pagare di più (tasse sul kerosene e sugli affitti di corta durata), viaggiare meno, ma gustarsi il viaggio fino in fondo?

1 commento:

  1. Hai trovato un bel punto, sentirsi ed essere consumatori di esperienze come di cose.
    Conosco molte persone che sostengono sia meglio concedersi queste che beni materiali e posso anche essere d'accordo, ma negli ultimi tempi mi scopro sempre più spesso a pensare che non c'è poi così tanta differenza.
    Si consumano le une come gli altri.
    Sarebbe bello riuscire ad essere viaggiatori, invece che turisti
    Ed in generale, godere delle cose
    PS vivere in una città ad alta densità umana è difficile, se gli umani sono del genere "turistico", l'insofferenza monta inevitabilmente, lo dico per esperienza.
    Non solo i turisti ti mangiano la città sotto gli occhi, ma hanno ritmi, modi, necessità che spesso sono in contrasto con la normale quotidianità e non interessa affatto loro

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